XIII convegno regionale dei diaconi lombardi: “matrimonio e diaconato”

Matrimonio e diaconato

27 aprile 2019. Matrimonio e diaconato. Integrazione, armonia, integrità. Pubblichiamo gli atti del recente convegno regionale dei diaconi lombardi. Ministro è la traduzione del greco diaconos, servo, oppure doulos, schiavo. A questo termine
il Concilio Vaticano II affida il senso più vero e più profondo del sacramento dellʹordine e così facendo riscopre il pensiero neotestamentario il quale, a parole quali «autorità», «potere», «onori», «dignità» e «carriera» preferisce «ministero», «diaconia», «servizio». Ad un’analisi attenta il termine «servo» dice, innanzitutto, dipendenza: una dipendenza che è ricettività e accoglienza, che vive non del proprio volere ma in forza di quello di un altro al quale si fa spazio. Per l’uomo biblico questo volere è quello di Dio, un volere che è amore di alterità, che vuole il bene dell’uomo facendogli dono del mondo. Essere servi di Dio è vivere nell’orizzonte di questo volere e accogliere questo amore accettando di vivere di esso nella gratuità. L’ordinazione diaconale è una investitura a operare al servizio della fede apostolica, come gli altri ministri, imitando Gesù, che Policarpo, alla fine del I secolo, chiamerà «il diacono servo di tutti»3 e che l’intero Nuovo Testamento presenta come «il servo per eccellenza».

Gli atti integrali del convegno: ATTI DEL CONVEGNO FINALE

Dieci anni di …

don Sergio Passeri

2009-2019, per semplicità definiamo che il periodo intercorso tra queste due date vale dieci anni.

Se volessimo guardarci alle spalle, potremmo dire che sono volati in un attimo, come se il tempo fosse vuoto; come quando capita di sentire qualche persona matura che afferma: “sono passati 30-40-50 anni e mi sembra ieri che …”. Ci può essere altro modo di misurare il tempo che passa, oltre a quello di strappare le pagine di un calendario, oppure di capovolgere la clessidra dei giorni/anni della vita che si alternano, oppure ancora di osservare i capelli che cambiano di colore in modo naturale etc. etc.?  Forse uno dei più interessanti è quello di guardare gli occhi, occhi che esprimono dolcezza/rabbia, allegria/tristezza, vitalità/stanchezza, apertura/chiusura e così via. Tutto ciò offre la possibilità di misurare il tempo non come sterile durata ma come qualità, come capacità di saper vivere il presente in ogni stagione della vita e che accresce di volta in volta un’enorme bagaglio di umanità, fatto di incontri e di relazioni che la abbelliscono, di amicizie che la rendono preziosa anche per il futuro.

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Il saluto per don Sergio.

don Sergio e don Manuel

Durante il ritiro spirituale di Domenica 29 settembre, al termine della S. Messa, verrà organizzato il saluto per don Sergio Passeri. Pur essendo il momento aperto ovviamente a tutti, per ragioni di spazio candidati ed aspiranti saluteranno don Sergio nel corso del primo incontro di Domenica 19 gennaio 2020.

Un grazie a don Sergio per il servizio svolto presso la Comunità dei Diaconi ed un benvenuto a don Manuel Donzelli.

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Programma per la Formazione

E’ ora pubblicato, nel formato aggiornato, il calendario delle attività di formazione per diaconi per l’anno 2019-2020.

E’ possibile scaricarlo cliccando sul link: 2019-2020 Calendario Formazione Diaconi – AGGIORNATO

E’ sempre comunque possibile seguire le attività nell’elenco dei “prossimi eventi” presente nella home page del sito.

Buon cammino!

Esercizi spirituali 2019: la parola ai giovani

Una immagine del ritiro spirituale di agosto

Come gli ultimi 3 anni, anche quest’estate abbiamo trascorso cinque giorni a Ferrara di Monte Baldo per partecipare agli esercizi spirituali dei diaconi.
Poiché mancavano i bambini piccoli, che noi amiamo tanto seguire, abbiamo avuto occasione di divertirci, creando belle amicizie tra noi ragazzi. Le amicizie non nascono dal nulla: le nostre sono nate nelle numerose partite a pallavolo, tra pranzi e cene, mentre lavavamo i piatti cantando a squarciagola, colorando magliette, guardando film e ridendo ogni volta in cui ci era permesso, quindi quasi sempre.
Non mancavano certo i momenti di preghiera, nei quali siamo stati coinvolti con entusiasmo; infatti non siamo mai mancati all’appuntamento con le lodi e la messa al mattino e i vespri la sera. In particolare, durante la messa, partecipavamo attivamente alla funzione, portando all’altare le offerte, leggendo le preghiere dei fedeli e stringendoci per mano al Padre Nostro con vescovo, sacerdoti e diaconi sull’altare.
Alla fine di tutto questo è di dovere un particolare ringraziamento al nostro caro don Sergio, che ci ha sempre accompagnato con la giusta dose di gioia ed entusiasmo necessaria con un gruppo di ragazzi.

Alessia e Silvia

Esercizi spirituali 2019: la ricerca della felicità

Un momento di meditazione e preghiera

E’ possibile vivere felici?
Quest’anno il tema di riflessione proposto da mons. Domenico Sigalini, già vescovo di Palestrina e bresciano d.o.c. (belli i suoi interventi in dialetto che poi correggeva in italiano in rispetto di chi non ha origini bresciane), verteva su una domanda che troppo spesso non ci facciamo più, anche noi cristiani: come vivere la nostra vita con gioia?
Il rischio di oggi è quello di essere assorbiti dal mondo e dimenticarci che Dio, Padre, vuole la nostra felicità. Ecco allora l’esigenza della riscoperta di questo Padre buono, sempre pronto ad accoglierci, a soccorrerci, a curarci, a rialzarci affinchè noi possiamo essere capaci di fare altrettanto col nostro prossimo, o meglio con colui di cui noi ci facciamo prossimi.
Le riflessioni che ci sono state proposte hanno puntato il faro su 7 quadri del vangelo già molto noti quali IL PADRE MISERICORDIOSO, LE NOZZE DI CAANA, IL BUON SAMARITANO … ma con una particolare attenzione alle relazioni: il nostro rapporto col prossimo, con Dio e con noi stessi.
La qualità delle nostre relazioni è il metro di valutazione della nostra vita, ma prima di sforzarci di cambiare (ascetica), non possiamo non fermarci a contemplare (mistica).

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Nutriti dalla bellezza: celebrare l’Eucaristia oggi

“Sono convinto che nel cuore della missione della Chiesa ci sia l’Eucaristia”. Così inizia il prologo della lettera pastorale per l’anno 2019-2020 del Vescovo Pierantonio Tremolada. “Penso infatti” – prosegue mons. Tremolada – “che la liturgia cristiana, celebrata nella verità, rappresenti una delle grandi strade dell’evangelizzazione. Oggi più che mai. E l’Eucaristia è l’atto liturgico per eccellenza”.

Attraverso nuove prospettive, accompagnate da altrettante testimonianze vive ed attuali, mons. Tremolada apre alla scoperta di angolature efficaci nella comprensione sempre più profonda del mistero Eucaristico: incanto, irradiazione, mistero, comunione, celebrazione, festa.

L’icona della Trinità di A. Rublev, realizzata nel 1422, diventa sintesi efficace di una realtà cui siamo chiamati a vivere sempre più in profondità, facendo di noi stessi un “sacrificio vivente santo e gradito a Dio”.

08 agosto 2019, Diac. Vittorio

Diaconi custodi del servizio, dispensatori di carità: gli atti del convegno nazionale 2019

XXVII CONVEGNO NAZIONALE
Vicenza 31 luglio – 3 agosto 2019
DIACONATO – PERIFERIE – MISSIONE
Diaconi custodi del servizio, dispensatori di carità

MESSAGGIO FINALE
Come Comunità del Diaconato in Italia, Caritas Italiana, Diocesi di Vicenza e Pia Società San Gaetano ci siamo riuniti a Vicenza per celebrare il XXVII Convegno Nazionale della Comunità del Diaconato. Siamo venuti da ogni parte d’Italia, candidati, diaconi e spose, presbiteri delegati e vescovi, persone consacrate e laici per condividere esperienze di diaconia e arricchirci vicendevolmente, con l’unico scopo per cui è bello arricchirsi: avere qualcosa in più da offrire. Qui la natura e i talenti dell’uomo si sono incontrati e si sono riconosciuti come doni dell’unico Creatore e hanno stretto una fertile alleanza, incastonando nella bellezza dei luoghi la bellezza dell’arte. Cinquant’anni anni fa prese concretezza l’intuizione del Concilio Ecumenico Vaticano II che, docile al soffio dello Spirito Santo, ha risvegliato da un sonno millenario il diaconato nella forma permanente di uomini celibi e sposati. Qui a Vicenza, il 22 dicembre 1969, vennero ordinati i primi 7 diaconi, religiosi della Pia Società San Gaetano, e qualche mese dopo un altro fu ordinato a Crotone. Ci siamo incontrati in un tempo in cui il dolore e le povertà delle periferie dell’esistenza sono sempre più acuti e drammatici, e al tempo stesso sono più alti e duri i muri eretti per respingerli, in nome di identità spesso usurpate o travisate, che, come denuncia Papa Francesco, trasformano milioni di vite in “scarti”.

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La gioia del Servizio, il dono della vita: verso il diaconato permanente

Domenica 16 giugno nella Basilica minore di Verolanuova, durante la celebrazione eucaristica presieduta dal Vicario generale Mons. Fontana, si è aggiunta un’altra tappa al mio cammino diaconale: il lettorato. Con inaspettata ed evidente commozione ho vissuto momenti di iniziale imbarazzo per lo svolgersi della cerimonia che man mano ha dato spazio ad una subentrante gioia e alla sempre crescente consapevolezza di sentirsi ancor più integrati nella ‘Chiesa’. È un ministero che ci pone nella condizione di servizio e di annuncio ai fedeli che la Chiesa stessa si fonda sulla Parola e sulla Eucaristia e che l’ annuncio della Parola di Dio è il primo e fondamentale gesto di carità verso l’uomo. Ma tutto ciò a cui il Signore mi chiamerà per questo ministero può realizzarsi con il costante discernimento e crescita spirituale che necessariamente si accompagna alla formazione permanente. Ringrazio Dio se la percezione interiore, dopo questa tappa verso il diaconato permanente, si avverte come consapevole responsabilità verso la famiglia, la comunità parrocchiale e di ancor più amore alla Parola. Aspirante Eugenio Cipolletta

Eccomi! Nel lungo cammino diaconale iniziato cinque anni fa, ho pronunciato ancora una volta questa parola in risposta alla chiamata del delegato del Vescovo. Un altro passo è stato compiuto: mi è stato conferito il ministero dell’accolitato. Tanti erano gli interrogativi che affollavano la mia mente in quei momenti: sarò all’altezza del compito? È questo quello che vuole veramente il Signore da me? Mi è bastato salire i gradini dell’altare e voltarmi verso l’assemblea per avere una Sua risposta rassicurante. Seduti al primo banco c’erano i “miei” ragazzi, ora diciannovenni, con i quali ho iniziato l’attività di catechesi dell’iniziazione cristiana. Inutile dire che questo semplice gesto di vicinanza mi ha profondamente commosso. E’ proprio vero: si semina e i frutti, presto o tardi, arriveranno. Nel mio caso sono arrivati in abbondanza, grazie a Dio. Ora da accolito potrò finalmente realizzare un desiderio che mi è sempre stato a cuore: portare l’Eucarestia ai fratelli provati nel fisico dalle sofferenze della malattia. Quale gioia poter portare Cristo e la Sua parola come sostegno alle nostre fragilità umane. Non c’è miglior medicina. Aspirante Morena Franco