La gioia del Servizio, il dono della vita: verso il diaconato permanente

Domenica 16 giugno nella Basilica minore di Verolanuova, durante la celebrazione eucaristica presieduta dal Vicario generale Mons. Fontana, si è aggiunta un’altra tappa al mio cammino diaconale: il lettorato. Con inaspettata ed evidente commozione ho vissuto momenti di iniziale imbarazzo per lo svolgersi della cerimonia che man mano ha dato spazio ad una subentrante gioia e alla sempre crescente consapevolezza di sentirsi ancor più integrati nella ‘Chiesa’. È un ministero che ci pone nella condizione di servizio e di annuncio ai fedeli che la Chiesa stessa si fonda sulla Parola e sulla Eucaristia e che l’ annuncio della Parola di Dio è il primo e fondamentale gesto di carità verso l’uomo. Ma tutto ciò a cui il Signore mi chiamerà per questo ministero può realizzarsi con il costante discernimento e crescita spirituale che necessariamente si accompagna alla formazione permanente. Ringrazio Dio se la percezione interiore, dopo questa tappa verso il diaconato permanente, si avverte come consapevole responsabilità verso la famiglia, la comunità parrocchiale e di ancor più amore alla Parola. Aspirante Eugenio Cipolletta

Eccomi! Nel lungo cammino diaconale iniziato cinque anni fa, ho pronunciato ancora una volta questa parola in risposta alla chiamata del delegato del Vescovo. Un altro passo è stato compiuto: mi è stato conferito il ministero dell’accolitato. Tanti erano gli interrogativi che affollavano la mia mente in quei momenti: sarò all’altezza del compito? È questo quello che vuole veramente il Signore da me? Mi è bastato salire i gradini dell’altare e voltarmi verso l’assemblea per avere una Sua risposta rassicurante. Seduti al primo banco c’erano i “miei” ragazzi, ora diciannovenni, con i quali ho iniziato l’attività di catechesi dell’iniziazione cristiana. Inutile dire che questo semplice gesto di vicinanza mi ha profondamente commosso. E’ proprio vero: si semina e i frutti, presto o tardi, arriveranno. Nel mio caso sono arrivati in abbondanza, grazie a Dio. Ora da accolito potrò finalmente realizzare un desiderio che mi è sempre stato a cuore: portare l’Eucarestia ai fratelli provati nel fisico dalle sofferenze della malattia. Quale gioia poter portare Cristo e la Sua parola come sostegno alle nostre fragilità umane. Non c’è miglior medicina. Aspirante Morena Franco