Chi Siamo

Il diaconato è ministero e vocazione. Non è un attestato di merito, non è la ratifica ufficiale di responsabilità pastorali già assunte, non è neppure il conferimento solenne di un mandato. È molto di più: è un ministero fondato sulla grazia sacramentale dell’Ordinazione. Si diviene dunque diaconi solo se si è chiamati ad esserlo.
L’ordinazione sacramentale configura i diaconi a Gesù Cristo, secondo una modalità specifica. Essi sono costituiti nella Chiesa come segno vivo di Gesù “che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per tutti” (Mt 20,28), di Gesù che “sta in mezzo a noi come colui che serve” (Lc 22,27), di Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli e che invita a fare altrettanto, reciprocamente (Gv 13,1ss). Infatti il diacono riceve l’imposizione delle mani “non per il sacerdozio, ma per il servizio” al popolo di Dio nella “diaconia della liturgia, della Parola e della carità”. Nel suo grado personifica Cristo servo del Padre e dell’umanità, partecipando alla triplice funzione del sacramento dell’ordine: “è maestro in quanto proclama e illustra la parola di Dio; è santificatore, in quanto amministra il sacramento del battesimo, dell’Eucaristia e i sacramentali; è guida, in quanto è animatore di comunità o di settori della vita ecclesiale. In tal senso, il diacono contribuisce a fare crescere la Chiesa come realtà di comunione, di servizio, di missione”.
I diaconi sono consacrati e mandati al servizio della comunione ecclesiale, sotto la guida del Vescovo con il suo presbiterio. Trovano la loro identità fondamentale e la norma permanente della vita e dell’opera nella fedeltà al Vangelo e, illuminati dallo Spirito, vivono e realizzano la loro missione in modalità che variano secondo il concreto contesto storico entro cui la medesima missione si svolge.
Il senso del diaconato e l’esercizio del medesimo devono essere visti in relazione ad una Chiesa che cresce nella consapevolezza di essere missionaria, impegnata in cammini pastorali che, lungi dal ridursi ad un’opera di semplice conservazione, si aprono coraggiosamente all’evangelizzazione e alle sempre nuove sollecitazioni dello Spirito.
Sebbene sacramentalmente e giuridicamente appartenga al clero, il diacono ha caratteristiche laicali per il suo inserimento nella Chiesa e nel mondo attraverso il lavoro e spesso il matrimonio. Per questo vive quello che potremmo chiamare un ministero della soglia, ponte fra Chiesa e mondo; ma non nel senso che il diacono debba essere un passaggio necessario perché i laici accedano alla Chiesa, bensì come colui che è ponte perché facilita il passaggio, l’ingresso nella Chiesa, nella disponibilità anche a farsi poi servo inutile. A sua volta facilita anche l’ingresso della Chiesa nelle diverse situazioni del mondo in cui vescovi e presbiteri possono essere più in difficoltà ad accedervi.

(Tratto da: Diocesi di Brescia, Progetto formativo per il diaconato e Direttorio per il ministero e la vita dei diaconi, Brescia 2007, pag. 7 e ss.)