La storia

La Chiesa, sin dall’età apostolica, ha tenuto in grande venerazione l’ordine sacro del diaconato. Una consolidata tradizione, attestata già da testi antichi e confluita nella liturgia di ordinazione, ha visto l’inizio del diaconato nell’episodio dell’istituzione dei “sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito Santo e di saggezza” (At 6,1-6). In questa pagina degli Atti e nella tradizione liturgica si può leggere in maniera limpida e profonda la logica propria del ministero diaconale: collaborare con il ministero apostolico dei vescovi.
Con amore e devozione la Chiesa ha conservato la memoria di diaconi santi, in particolare: santo Stefano, diacono e primo martire della Chiesa apostolica, san Lorenzo, diacono e martire della Chiesa di Roma (sec. III), san Vincenzo, diacono e martire della Chiesa di Saragozza (sec. III-IV), sant’Efrem siro, dottore della Chiesa (sec. IV). A partire dal V secolo, vicende storiche complesse portarono ad un lento declino del diaconato, che alla fi ne rimase solo come tappa intermedia per i candidati all’ordinazione sacerdotale. Il Concilio di Trento (1545-1563) decretò che il diaconato venisse nuovamente ripristinato, in modo che “le funzioni dei sacri ordini” non apparissero inutili e fossero “esercitate solo da coloro che sono costituiti nei rispettivi ordini”. Questa delibera rimase lettera morta.
Si deve attendere il Concilio Vaticano II (1962-1965) per vedere il ritorno del diaconato, che “potrà in futuro essere restaurato come un grado proprio e permanente della gerarchia”. Così si esprime il Concilio: “in un grado inferiore della gerarchia stanno
i diaconi, ai quali sono imposte le mani non per il sacerdozio, ma per il servizio”5. Con questa antica formula che distingue i diaconi dai presbiteri, si invita a comprendere la specificità del loro ministero.
Lo stesso Concilio ne indica una serie di funzioni proprie e si esprime a favore del conferimento del diaconato “a uomini di più matura età anche viventi nel matrimonio”. Inoltre, benché essi non siano chiamati alla presidenza dell’Eucaristia, sono segnati dal carattere, sostenuti dalla grazia del sacramento ricevuto e chiamati «al servizio del popolo di Dio, in comunione col Vescovo e il suo presbiterio », nella “diaconia della liturgia, della Parola e della carità”. Con il documento La restaurazione del diaconato permanente la Conferenza Episcopale Italiana si pronuncia ufficialmente per il suo ripristino l’8 dicembre 1971. Quindi nel documento pastorale Evangelizzazione e ministeri, dell’agosto 1977, essa dichiara: “Col ripristino del diaconato permanente,
la Chiesa ha la consapevolezza di accogliere un dono dello Spirito e di immettere così nel vivo tessuto del corpo ecclesiale energie cariche di una grazia peculiare e sacramentale, capaci perciò di maggiore fecondità pastorale”.

(Diocesi di Brescia, PROGETTO FORMATIVO
PER IL DIACONATO e DIRETTORIO PER IL MINISTERO E LA VITA DEI DIACONI, Brescia 2007, pag. 5 e ss.)